E-safety - Sicurezza digitale

Il Progetto “Generazioni Connesse” è co-finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del programma “Connecting Europe Facility” (CEF), programma attraverso il quale la Commissione promuove strategie finalizzate a rendere Internet un luogo più sicuro per gli utenti più giovani, promuovendone un uso positivo e consapevole.

Internet e le tecnologie digitali fanno parte ormai della vita quotidiana, non solo scolastica, degli studenti e delle studentesse: uno scenario che richiede di dotarsi di strumenti per promuovere un uso positivo, ma anche per prevenire, riconoscere, rispondere e gestire eventuali situazioni problematiche. 

Per attivare le giuste azioni, la nostra scuola, affiliata al programma Generazioni Connesse, ha realizzato uno strumento di E-Policy

Perché è importante che ogni scuola sia dotata di un documento di ePolicy?

 La ePolicy è un documento programmatico autoprodotto dalla scuola volto a descrivere:

  • il proprio approccio alle tematiche legate alle competenze digitali, alla sicurezza online e ad un uso positivo delle tecnologie digitali nella didattica;
  • le norme comportamentali e le procedure per l’utilizzo delle Tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) in ambiente scolastico;
  • le misure per la prevenzione;
  • le misure per la rilevazione e gestione delle problematiche connesse ad un uso non consapevole delle tecnologie digitali.

La nostra E-Policy

Allegato 1 - Segnalazioni di casi


E-Safety - Sicurezza digitale

Attraverso gli strumenti tecnologici i giovani comunicano e, spesso, conoscono nuove persone, acquisiscono informazioni e vanno alla scoperta del mondo, addentrandosi, a volte, anche nella sfera più intima, quella affettiva e sessuale.

Per gli adulti può essere difficile comprendere le implicazioni quotidiane, ma per i ragazzi le interconnessioni tra vita e tecnologia sono la normalità. Nonostante ciò, alcuni rischi che fanno parte del mondo digitale possono non essere percepiti come tali ed è dunque compito degli adulti, inclusi gli insegnanti, affrontarli con l’obiettivo di prevenirli.

Oggi i Nuovi Media, soprattutto se riferiti all’utilizzo che ne fanno i giovani, sono spesso associati al problema della sicurezza; infatti, se da un lato essi offrono ampie opportunità di comunicazione, scambio e apprendimento, è anche vero che siamo di fronte a una realtà complessa e apparentemente priva di regole, nella quale trovano spazio contenuti e comportamenti potenzialmente dannosi per lo sviluppo dei più piccoli.

Tra i principali, sia di carattere comportamentale che di matrice tecnica, ricordiamo:

  • Il problema della “sicurezza”, associato all’utilizzo dei Nuovi Media da parte dei giovani, non è riconducibile esclusivamente all’esistenza in sé di alcuni rischi, più o meno gravi e insidiosi, ma anche alla possibilità che l’utilizzo di tali strumenti tecnologici, nell’economia della giornata di bambini e adolescenti, cominci a prevalere a scapito di spazi di aggregazione concreti, di attività sociali, ricreative, sportive. Quando, soprattutto, i ragazzi cominciano a soddisfare attraverso questi strumenti, bisogni profondi che dovrebbero trovare risposta nella vita reale (nel caso in cui, per esempio, risulta loro preferibile flirtare online piuttosto che con i propri coetanei in carne e ossa, ecc.), quando cioè ne fanno un utilizzo sostitutivo anziché integrativo in tal caso, il ruolo dei Nuovi Media diventa eccessivo sia quantitativamente che qualitativamente, in quanto per crescere è necessario sviluppare relazioni significative con persone in carne ed ossa, cui legarsi affettivamente, e apprendere e sperimentarsi concretamente all’interno di contesti sociali reali.

 

ll Grooming

Queste  persone  utilizzano strumenti  come  le  chat,  gli SMS, i social network, per entrare in contatto con i ragazzi e le ragazze.

Le  stesse  immagini/video oppure  i  testi  inviati  dal  minore  possono  poi  essere  utilizzati  in  forma  ricattatoria  in seguito  ad  un  suo  eventuale  rifiuto  nel  continuare  il  rapporto  online  o  nell’avviare  una vera e propria relazione sessuale.

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È IMPORTANTE SAPERE CHE

–  il  23  ottobre  2012,  è  stato  introdotto  nel  nostro codice penale il reato di “adescamento di  minori” (art.609  undicies  c.p.)  anche  tramite  internet (grooming).

Il 48% delle vittime ha tra i 13 e i 14 anni (Munro 2011), per cui  è  importante fare  prevenzione  alle scuole secondarie di primo grado.

 

Il cyberbullismo (“bullismo elettronico” o “bullismo in internet”)

E' una forma di bullismo attuata attraverso l’uso dei Nuovi Media (dai cellulari a tutto ciò che si può connettere a internet). Come il bullismo tradizionale è una forma di prevaricazione e di oppressione reiterata nel tempo, perpetuata da una persona o da un gruppo di persone più potenti nei confronti di un’altra persona percepita come più debole.

Le  caratteristiche  tipiche  del  bullismo  sono  l’intenzionalità,  la  persistenza  nel  tempo, l’asimmetria  di  potere  e  la  natura  sociale  del  fenomeno  (Olweus,  1996),  ma  nel cyberbullismo intervengono anche altri elementi, quali:

  • L’impatto: la  diffusione  di  materiale  tramite  internet  è incontrollabile  e  non  è  possibile prevederne  i  limiti  (anche  se  la situazione  migliora,  video  e immagini  potrebbero  restare online).
  • La possibile  anonimità:  chi offende  online  potrebbe  tentare di  rimanere  nascosto  dietro  un nickname  e  cercare  di  non essere identificato/a.
  • L’assenza di  confini  spaziali:  il cyberbullismo  può  avvenire ovunque,  invadendo  anche  gli spazi  personali  e  privandol’individuo dei suoi spazi-rifugio (la vittima può essere raggiungibile anche a casa).
  • L’assenza di limiti temporali: il cyberbullismo può avvenire a ogni ora del giorno e della notte.

Sempre  più  spesso  il  cyberbullismo  è  collegato al bullismo tradizionale. Azioni di bullismo reale, ad  esempio,  possono  essere  fotografate  o videoriprese, per poi essere pubblicate e diffuse sul  web  (social  network,  siti  di  foto-video sharing,  email,  blog,  forum  e  chat).  Il cyberbullismo è un fenomeno che va affrontato a scuola  perché  è  molto spesso legato a questo luogo.

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(tratto dal “Manuale per insegnanti” – Autore Mauro Cristoforetti  con il supporto di: Giulia Mancuso Brunella Greco, Claudio www.savethechildren.it –

 

Il phishing

Una e-mail per rubare i vostri dati di home banking.

il phishing è una truffa informatica che permette di carpire, attraverso un’e-mail, i dati di accesso personali alla propria banca online. ecco come avviene. arriva nella vostra casella di posta elettronica un’e-mail che sembra provenire dalla vostra banca e vi dice che c’è un imprecisato problema al sistema di “home banking”. vi invita pertanto ad aprire la home page della banca con cui avete il conto corrente gestito via web e di cliccare sul link indicato nella mail.

Subito dopo aver cliccato sul link vi si apre una finestra (pop-up) su cui digitare la “user-id” e la “password” di accesso all’home banking. Dopo pochi secondi, in generale, appare un altro pop-up che vi informa che per assenza di collegamento non è possibile la connessione. A questo punto qualcuno è entrato in possesso dei vostri dati e può fare operazioni dal vostro conto.
E’ una truffa, denominata “phishing”, nata in Spagna e Portogallo e in seguito segnalata dalla polizia locale a quella italiana. Si è diffusa, infatti, anche nel nostro Paese e il raggiro consiste nell’acquisire “user-id”, “password”, nome dell’istituto di credito ed eventuali altri dati immessi dall’ignaro utente. Così grazie a quel primo pop-up che ha registrato i dati, il conto corrente viene svuotato con bonifici fatti a società fantomatiche.
La polizia Postale ha fin dall’inizio sollecitato l’Abi (Associazione bancaria italiana) ad invitare le banche ad avvertire i propri clienti di non digitare i codici personali nel caso dovessero ricevere questo tipo di e-mail.
Il fenomeno del phishing che in realtà non coinvolge solo le banche ma in generale le varie aziende che si occupano di e-business è oggi considerato la parte dello spam più in crescita in tutto il mondo e colpisce sia le aziende che i consumatori.
Proprio per questi motivi Microsoft, e-Bay e Visa hanno deciso di dar vita al Phish Report Network: una sorta di database che raccoglie le informazioni utili per identificare le e-mail truffaldine che arrivano agli utenti di tutto il mondo e che consentirà di stilare una lista nera dei siti del phishing a cui sono stati attribuiti molti tentativi di truffa.
La guida contro il phishing della Polizia Postale

 

E’ in aumento esponenziale la truffa online chiamata “phishing“. Periodicamente il proprio indirizzo di posta elettronica è bersagliato da richieste quotidiane di sedicenti banche e istituti di credito che chiedono via mail alcuni dati e codici personali, necessari “per aggiornamento programmato del software al fine di migliorare la qualità dei servizi bancari”, o per altri fantasiosi motivi.

Non ci credete, si tratta sempre di una truffa! Nessuna banca o istituto vi chiederebbe mai i codici personali attraverso una richiesta via e-mail. Mai. Le banche contattano i loro clienti direttamente, in particolare modo per queste operazioni riservate.

Quello che può generare disorientamento nell’utente che riceve questi messaggi è la apparente autenticità dell’azienda che richiede i dati. Nel tempo gli sciacalli del web hanno affinato le loro armi: grafica accattivante, loghi ufficiali di aziende e istituzioni, messaggi efficaci e scritti in buon italiano o in altre lingue, cortesia e semplicità possono fare pensare di non essere vittime di un raggiro. Negli ultimi tempi inoltre i truffatori hanno perfezionato il loro metodo di “pesca”: per essere più credibili hanno dato l’assalto elettronico utilizzando come mittente il nome di banche che non erano state mai utilizzate prima.

Per essere sicuri di non “cadere nella Rete”, seguite questa semplice guida e leggete i nostri approfondimenti:

  • Gli istituti bancari e le aziende serie non richiedono mai informazioni personali attraverso un messaggio di posta elettronica. L’unica circostanza in cui viene richiesto il numero della vostra carta di credito è nel corso di un acquisto su Internet che voi avete deciso di fare
  • Non rispondete mai alle e-mail, non cliccate sul link che vi viene proposto nel messaggio. Contattate la banca che dichiara di chiedere i vostri codici personali
  • Per accedere al sito dell’istituto di credito con il quale avete il conto online digitate l’Url direttamente nella barra dell’indirizzo del vostro browser o raggiungetelo attraverso i vostri “preferiti” o “segnalibri” della vostra rubrica
  • Controllate spesso i movimenti del vostro conto corrente e delle vostre carte di credito o bancomat

Segnalate online alla polizia postale e delle comunicazioni i sospetti usi illeciti delle vostre informazioni personali.


UNICEF SU SAFER INTERNET

Si tratta del rapporto pubblicato da UNICEF secondo il quale, ogni giorno, oltre 175.000 bambini si connettono ad Internet per la prima volta – un bambino ogni mezzo secondo; nel mondo 1 utente su 3 è un bambino: i giovani rappresentano il gruppo di età più connesso. Nel mondo, il 71% di loro è online, comparato al 48% della popolazione totale.

Alcuni dati:

  • I giovani africani sono i meno connessi, con circa 3 giovani su 5 offline, comparati a solo 1 su 25 in Europa.
  • il 92% di tutte le URL connesse ad abusi sessuali su minori identificate a livello globale dalla Internet Watch Foundation sono localizzate in 5 paesi: Canada, Francia, Olanda, Federazione russa e Stati Uniti. 
  • Alcuni adolescenti, inviano 4000 messaggi al mese, o uno ogni sei minuti.
  • Negli Stati Uniti, il 92% degli adolescenti fra i 14 e i 17 anni è quotidianamente online. I dispositivi mobili, in particolare gli smartphone – e il 73% dei ragazzi in questa fascia d’età ne possiede uno – consentono di essere online “quasi costantemente”. La situazione in Europa è molto simile.

L’UNICEF ricorda che l’accesso digitale espone questi bambini ad un gran numero di benefici e opportunità e allo stesso tempo a una serie di rischi e pericoli, tra cui contenuti dannosi, sfruttamento sessuale e abuso, cyberbullismo e uso improprio delle loro informazioni private.

Guida per i genitori all’uso di Internet